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	<title>Comments on: Operation Fledermaus</title>
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	<description>The #1 Archive for Musical Theater</description>
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		<title>By: aldo busi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[aldo busi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Sep 2017 17:58:05 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Non capisco affatto perché questo affascinante romanzo abbia ricevuto così poca attenzione dalla stampa di lingua tedesca - e di questa poca, anche una frazione ostile - e perché al momento non sia ancora stato tradotto in alcuna lingua; temo purtroppo che non sia stato nemmeno un successo di vendita e ho cercato di darmene una ragione. La complessità storica dell&#039;epoca (che si radica da fine Ottocento per innestarsi nella Grande Guerra e fermarsi alla soglia dell&#039;Anschluss) e la meticolosa analisi delle atmosfere dei luoghi e dei personaggi, caratterizzati da un proprio idioma o idioletto spesso in trascrizione fonetica, la lingua stessa, con le sue espressioni ormai obsolete o strettamente viennesi introvabili nei dizionari e il giro sintattico stesso delle frasi oltre tutto rallentato dagli incisi, avranno certo contribuito alla sua frettolosa e iniqua messa in angolo. Ma l&#039;opera è potente e molto, molto colta, e divertente anche perché fa il verso all&#039;iperletterarietà degli scrittori austriaci più conosciuti e ammirati dalla critica ufficiale (uno su tutti, Heimito von Doderer, di cui ho tradotto in italiano &quot;Ein Mord den jeder begeht&quot;).Una volta iniziato, non sono più riuscito a staccarmene malgrado le difficoltà di una lingua immensamente figurata, simbolica, allusiva, contraria al genere &quot;krimi&quot; stesso e perciò tanto più sorprendente e imprevedibile, una vera e propria calamita estetica (per me, non certo per il lettore comune, che se compera un poliziesco non vuole e non si aspetta certo le raffinatezze di un Musil o di uno Schnitzler, e mai e poi mai di uno Zweig, con la differenza che questo romanzo è di una modernità sconcertante come un poliziesco mordi-e-fuggi non potrà mai essere). &quot;Operazione Pipistrello&quot; trascende assolutamente anche il genere &quot;gay&quot;(sebbene i personaggi &quot;Halbseiden&quot; ovvero omosessuali non trascendano mai se stessi, succhiati come sono nella loro sessualità totalizzante senza alcun margine di autocritica: sono così realistici che potrebbero essere eterosessuali e non ne noteresti la differenza, meramente umani, e parecchio animali, proprio come nella vita) ma il fatto di essere stato pubblicato da una casa editrice Lgbt, per quanto eccellente, ha, secondo me, tarpato le ali a questo tenebroso e bellissimo pipistrello presso il grande pubblico, di cui tuttora si possono dribblare i pregiudizi e le stupide resistenze solo al momento della stampa. Aldo Busi. :]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non capisco affatto perché questo affascinante romanzo abbia ricevuto così poca attenzione dalla stampa di lingua tedesca &#8211; e di questa poca, anche una frazione ostile &#8211; e perché al momento non sia ancora stato tradotto in alcuna lingua; temo purtroppo che non sia stato nemmeno un successo di vendita e ho cercato di darmene una ragione. La complessità storica dell&#8217;epoca (che si radica da fine Ottocento per innestarsi nella Grande Guerra e fermarsi alla soglia dell&#8217;Anschluss) e la meticolosa analisi delle atmosfere dei luoghi e dei personaggi, caratterizzati da un proprio idioma o idioletto spesso in trascrizione fonetica, la lingua stessa, con le sue espressioni ormai obsolete o strettamente viennesi introvabili nei dizionari e il giro sintattico stesso delle frasi oltre tutto rallentato dagli incisi, avranno certo contribuito alla sua frettolosa e iniqua messa in angolo. Ma l&#8217;opera è potente e molto, molto colta, e divertente anche perché fa il verso all&#8217;iperletterarietà degli scrittori austriaci più conosciuti e ammirati dalla critica ufficiale (uno su tutti, Heimito von Doderer, di cui ho tradotto in italiano &#8220;Ein Mord den jeder begeht&#8221;).Una volta iniziato, non sono più riuscito a staccarmene malgrado le difficoltà di una lingua immensamente figurata, simbolica, allusiva, contraria al genere &#8220;krimi&#8221; stesso e perciò tanto più sorprendente e imprevedibile, una vera e propria calamita estetica (per me, non certo per il lettore comune, che se compera un poliziesco non vuole e non si aspetta certo le raffinatezze di un Musil o di uno Schnitzler, e mai e poi mai di uno Zweig, con la differenza che questo romanzo è di una modernità sconcertante come un poliziesco mordi-e-fuggi non potrà mai essere). &#8220;Operazione Pipistrello&#8221; trascende assolutamente anche il genere &#8220;gay&#8221;(sebbene i personaggi &#8220;Halbseiden&#8221; ovvero omosessuali non trascendano mai se stessi, succhiati come sono nella loro sessualità totalizzante senza alcun margine di autocritica: sono così realistici che potrebbero essere eterosessuali e non ne noteresti la differenza, meramente umani, e parecchio animali, proprio come nella vita) ma il fatto di essere stato pubblicato da una casa editrice Lgbt, per quanto eccellente, ha, secondo me, tarpato le ali a questo tenebroso e bellissimo pipistrello presso il grande pubblico, di cui tuttora si possono dribblare i pregiudizi e le stupide resistenze solo al momento della stampa. Aldo Busi. :</p>
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